Il respiro che manca
Il respiro si spezzò all’improvviso, senza preavviso. Non era affanno, non era stanchezza. Era come se l’aria si fosse ritirata di colpo, lasciando il petto vuoto. Inspirai, ma arrivò solo un filo sottile, insufficiente. Il torace si tese, i muscoli si irrigidirono. Un tic scattò, poi un altro, come impulsi elettrici fuori controllo. Per un attimo il mondo si allontanò. I suoni si fecero ovattati, le luci troppo nitide. Restai immobile, con la sensazione netta che qualcosa si fosse interrotto dentro di me. Non era solo il respiro a mancare. Era come se mancasse il permesso stesso di respirare. Chiusi gli occhi un secondo, cercando di riprendere il ritmo. Inspirai ancora. Stavolta l’aria arrivò, ma non bastava. Non bastava mai. E in quel vuoto capii. Non era il mio respiro che si stava fermando. Era quello della città.
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